Le frazzioni de Todi: Izzalini

28 Gen

Frazioni e territorio tuderte

Izzalini

IZZALINI

Da “Todi e i suoi castelli” di Franco Mancini

Popolazione (1808): 176; (1951): 383. Si chiamò dapprima Sant’Angelo de Plebe dalla chiesa che era anche pievania. La villa contava circa centosessanta anime, allorché (come. vuole la tradizione) alcune genti d’arme del tiranno Ezzelino da Romano (1194-1259) se ne impadronirono e, cacciati i guelfi, la fortificarono, trasformandola in un ben munito castello che ebbe il nuovo nome di Izzalini.
Pittoresca l’antica porta d’ingresso al paese, la torre (cui sovrasta oggi la cella campanaria), l’arco a tutto sesto che immetteva nella primitiva chiesa parrocchiale.
Izzalini accrebbe la sua potenza con la costruzione, nel 1458, di una fortezza, detta Torre Baldo, cui fu annessa anche una chiesa dedicata a Santo Stefano. Nel bosco di Torre Baldo alcuni ruderi testimoniano l’esistenza (sec. XIII) di un castello che si dice fatto erigere da Ilione Landone (dal quale la famiglia Landi di Todi) e perciò chiamato Castrum Ilionis e poi Castiglione de Franconibus.
Due antiche ville come San Giovanni L’Ammetato (dalle méte, “biche” di grano), e Petacciolo (di cui resta la piccola Chiesa di Santa Caterina) hanno dato il loro nome ad altrettante località o “vocaboli”. Ben conservato, invece, il castello Piemozzo (in parte restaurato), nel quale fino al sec. XVI era la Chiesa di Sant’Andrea; oggi sostituito con un oratorio detto di Santa Chiara.

Izzalini nel 1920

Izzalini negli anni venti

Izzalini 1924 (Torre Landone)i

Izzalini 1924 (Torre Landone)

IZZALINI da “L’ACQUA DEI CASTELLI” di Massimo Rocchi Bilancini

Izzalini è un paese di pietra. Come Romazzano, come Torregentile, ma molto di più.  Un paese sorto sulla pietra e con la pietra edificato, elevato fino alle altezze considerevoli delle sue torri che guardano il contado e dal contado sono guardate. “Pietra viva” che una volta estratta, invecchiando, muta colore e durezza, fortificandosi all’aria e dal nocciola chiaro passando al color tortora, al grigio scuro perfino. “Pietra di Izzalini” per l’appunto, così è chiamata, perché qui è ancora estratta dalla cava, nota e venduta ben oltre il paese. Un paese rinato a nuova vita dopo i recenti restauri, le case ed i palazzi rimessi a posto, le pavimentazioni nuove. Ma non solo: se non c’è la gente che lo anima, un paese, anche se rinnovato, subito muore.  Ad Izzalini invece quei pochi abitanti si sono rimboccati le maniche, aprendosi al mondo e facendosi ospitali, accogliendo nella grande piazza nuovi amici, nelle sere d’estate. Che poi questi siano americani o tuderti, poco importa, forestieri sempre sono.

Massimo Rocchi Bilancini

Piedimozzo 1923

Izzalini 1923 (Castello di Piedimozzo)

Izzalini k

1925 Izzalini (ingresso castello)JPG

1925  Porta di ingresso al castello

 2014 Izzalini (interno frazione)

2014 Interno notturno

Chi cià vecchie foto o conosce fatti e misfatti avvenuti a Izzalini, pote inviamme documentazzioni e scritti, che siranno messi a integrazzione de li cenni storici sopra pubblicati
Jacopino Tudertino

jacopino.tudertino@libero.it

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