Archivio | marzo, 2013

Todi vista da Umberto Manfroni

31 Mar

Manfroni (Piazza e Duomo)

Piazza e Duomo

Manfroni (Via Mazzini)

Via Mazzini

Manfroni (La Consolazione)

La Consolazione

Manfroni (San Carlo)

San Carlo

Monte Mascarano (Montesanto)

31 Mar

Montesanto

A oveste de la Città ce sta ‘n’artura più ciuca. A li tembi de li Romani, sussopre ta ‘sto montarozzo, ce stéa un tembietto cunsagrato tal dio Marte, tand’è vero che, ‘ntel 1835, è tullìne che s’aritruò ‘na stadua de bronzo de quisto dio, che se l’è fregata ‘l Papa e mo sta ‘nde li musei vaticani. El tembio vinne pu travasato in una fortezza. Doppo el millledugentrentacinque, pe’ volondà del vescòo Bonifacio de li conti de Collemezzo, ce facettero un convendo pe’ le moniche Clarisse, ditte de San Damiano. Quiste, a causa de li risichi pe’ le tande guerre, se trapiandarono a Todi vennenno el monosatero ta li Francescani minori, pe’ trecendo fiorini d’oro. Cusicché, ‘ntel 1448, ce annietero a vivece ‘sti frati. Pe’ testo mutivo je se commiò el nome in quillo de Montesanto. ‘Ndel medioevo, ‘sta collinetta era chjamata Monte Mascarano, da “masca”, che vordì maschera, strega, spirito gattìo e da “ano” che vordì fondo terriero. Dunque: el loco de la strega, un posto malefico.

Monte Mascarano

Montesanto nel 1952

 Montesanto (anni 50)

Montesanto 1955

Montesanto SIh

Montesanto nel 1899

Montesanto nel 1899

Montesanto nm

Immagine

Così vede Todi Daniele Caporali

28 Mar

caporali daniele 2016

Via Termoli

daniele 2

San Fortunato

daniele caporali

La Consolazione

immagini di daniele

Tasselli tuderti  2019

 

Daniele Caporali

 

2018 Caporali Daniele

2018

Caporali Daniele

2017

Daniele Caporali

Collevalenza – Santuario di Madre Speranza

Daniele 1

In occasione dell’ingiustificato rifacimento delle rotonda di Portaromana

daniele 3

daniele 2

daniele 4

1982 – VIGNETTE SATIRICHE TRATTE DAL LIBERCOLO DI PASQUINO DA TODI

A risanamento

Progetto risanamento del Colle tuderte

A semafero

Istallazione semafori a Duesanti

Aquilone corretto

Il potere politico degli anni ottanta

 

Todi vista da Edmondo Biganti

26 Mar

Edmondo Biganti (Jacopone)

                                                Monumento a Jacopone

 

Edmondo Biganti (la Consolazione)

                                              Tempio della Consolazione

 

Edmondo Biganti (Piazza Grande)

                                   Piazza Grande ed i palazzi comunali

 

Edmondo Biganti (San Carlo)

                                                        Chiesa di San Carlo

 

Edmondo Biganti (il Duomo)

 Il Duomo

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Le frazzioni de Todi: Torrececcòna

24 Mar

Torrececcona

Da “Todi e i suoi castelli” di Franco Mancini

 TORRECECCONA

Popolazione (1808): 83; (1951): 238. Villa edificata nel 1410 da Ceccone di Arnaldo. Poco oggi rimane dell’antica costruzione. La primitiva chiesa parrocchiale, dedicata a San Biagio, si trovava probabilmente nel podere che oggi porta lo stesso nome; allorché questa venne abbandonata, perché cadente, la parrocchia fu trasferita nella Chiesa della Concezione.
Una strada ben praticabile conduce al paese: presso il quale si trovava Polzolano, una villa (oggi ridotta a fattoria) di una quarantina di abitanti, con chiesetta intitolata a San Martino.
Nella seconda metà del cinquecento fu nominato signore di Torrececcóna e di Chioano Matteo Lalli, già da papa Pio IV insignito con il titolo di conte di Ripalta, per aver militato, in qualità di colonnello dell’esercito polacco, al servizio di Santa Romana Chiesa. I Lalli (venuti in Italia al seguito di Carlo d’Angiò) erano poi risaliti verso gli Abruzzi (dove ebbero feudi e possessioni) e l’Umbria. Nel XVIII secolo, il conte Gian Matteo Lalli, commissario delle strade di Todi, esercitava ancora il diritto di alta e bassa giustizia, giudicando sotto «la quercia bella» del Collarezzo (abbattuta pochi anni or sono) con onestà e rettitudine.

Torrececcona il castello)

Il Castello di Torrececcona

 

Chi cià vecchie foto o conosce fatti e misfatti avvenuti a Torrececcona pote inviamme documentazzioni e scritti, che siranno messi a integrazzione de li cenni storici sopra pubblicati
Jacopino da Todi

jacopino.tudertino@lbero.it

 

El pozzo itinerante

22 Mar

Pozzo itinerante 001

A manritta de Porta Romana ce stéa, laddòe mo cionno frabbicato, un pozzo. Lo fice fane el guernatore de Todi Andrea Longo, ‘ndel londano 1581. Attusì come se legge ‘nde la scritta che curre tutt’attorno ta lùe e che dice: “Longus Andreas Parmensis gubernator erexit Gregorio XIII pontifice maximo anno Domini MDLXXXI”.  El puteale del pozzo vienze, più tarde (la data nun se conosce), straportato ‘nte la Piazza Grande e tullì ciarmase fino al 1862, quanno  fune messo ‘nde la Piazza de San Fortunato (comme se vede da ‘sta vecchia fotocrafia). Mo se trùa, a mancina, ta l’imbocco del piazzale de la Rocca.

San Fortunato tempo fa

Quanno,’ndel 1926, se fecette la scalinata del Tembio, la piazza andistante scumbarze e ‘sto puteale vinne arlocato ta l’imbocco de la Rocca. In tutti quist’anni nun ciaùto màe ‘na manutenzione. Defatti, è annata sperza carche parte del basamento, è illeggibile l’ascrizione che je gira tuttattorno e je nasce puro l’erba addosso. Eppuro è del milleseicendo! Nun ciaérà preggio? Nu’ lo so ma sembre quattrecedotrend’anni cià!

Li trasporti

21 Mar

Inaugurazione servizio Todi-Perugia-Terni

Inaugurazione servizio autobus (14 giugno 1908)

Inaugurazione servizio pubblico trasporti da Todi a Perugia e Terni

Chine lo sapéa che la sagristia…….?

19 Mar

Consolazione con sagrestia

Stemo parlanno de la Conzolazzione. El Tembio lo avviòrono a costruillo ‘ntel 1508, co’ li scavi pe’ li fonnamendi e fu furnito ‘ntel 1607. Ce vorzero 99 anni de fadighe e ‘na caterva de sòrdi. ‘Ndel 1563, ‘l Conzijo del Commune, misse ‘na gabbella d’un bolognino p’ogni soma de vino straportato drendo la Città. Pe’ portà avandi li laòri ce vorzero donazzioni in oro e argendo, lasciti, limosine e tamande sovvenzioni de l’istesso commune. Se stèa ‘ndel 1613 quanno a carcheduno je venne l’ideaccia de costruì ‘n’orrenda sagristia arridosso del Tembio. Verzo la fine del milleottogendo, li Fratelli de la Compagnia de la Conzolazzione voléano che fusse abbatuta, perché indecende, sustenenno che era comme un cazzotto s’un occhio, de quann’era antiestetica. La Congregazzione de la Carità, propietaria del Tembio, era ‘nvece condraria, perchéne je restàa commida. La quistione nun trovàa ‘no sbocco. Allora, ne’ la notte del vindotto aprile 1862, un numeroso gruppo di Confratelli, anniéte sul posto e sfasciò ‘l tetto de la sagristia, buttò jù el cambanile, gettanno tutti li mobbili sul piazzale de la Conzolazzione. A seguito de ‘st’impresa violenta e propodente, la brutta sagristia fune pu demolita. Quanno ce vole ce vole!

Consolazione nel 1860

1860

Consolazione  nel 1862 a

1862

Consolazopne df

La dimenica doppo la Messa

19 Mar

Piazza Grande dopo la Messa domenicale (anni cinquanta)

La dimenica doppo la Messa (anni cinquanta)

Le frazzioni de Todi: Quadro

19 Mar

Frazioni e territorio tuderte

Quadro (Il Castellaccio)

Castellaccio di Quadro o Castello delle Formiche

QUADRO – Da “Todi e i suoi castelli” di Franco Mancini

Popolazione (1808): 139; (1951): 384. Vestigia gloriose della civiltà di Roma (rinvenute nei pressi del castello) confermano l’importanza e l’antichità di Quadro, situato lungo una delle più antiche vie di comunicazione fra Todi e Orvieto.
La sede parrocchiale di San Sebastiano era dapprima nell’interno del castello, ma venne poi trasferita in San Pietro de Caesis, collegiata con un priore e sei canonici, che si ritiene eretta da un Pietro della famiglia Cesia, circa l’anno 1200, al tempo del vescovo Rustico. Nel 1625 essa fu ricostruita dalle fondamenta dal priore Marco Antonio Guazzaroni. La nuova chiesa, edificata nel 1937, si trova adesso in località Caselle.
Dal titolo della parrocchia prese il nome un dotto maestro di retorica, Panfilio Cesi, figlio di un tal Pietro, che, per aver commesso un omicidio da Titignano si era rifugiato al Quadro e poi a Cascia. Quivi nacque Panfilio, che insegnò successivamente con molta diligenza ed onore ad Assisi e a Todi (1632).
Il Quadro, ricordato fin dal trecento in molti documenti, fu preso nel 1414 da Braccio Fortebraccio da Montone, il quale (cacciati da quel castello i partigiani di Ladislao re di Napoli) vi costruì una fortezza.
Nel sec. XVIII lungo il Fosso della Vorga (tra il castello del Quadro e la Canonica) si cercò a lungo una miniera d’oro: a questo scopo vennero degli esperti anche da Camerino. Insieme al Quadro è bene ricordare Monte Calvo, potentissima rocca sulla strada di Orvieto, i cui uomini di guardia venivano assoldati dalla famiglia Nisterna di Todi, proprietaria del luogo. Sopra la porta della rocca si vede ancora uno stemma scolpito in pietra; sembra che il forte (cui era annessa la piccola Chiesa di San Biagio) fosse provveduto di comunicazioni sotterranee.

2015 Fossaccio

El Fossaccio

QUADRO (da “L’acqua dei castelli” di Massimo Rocchi Bilancini)

Con i suoi 510 metri di altezza sul livello del mare, Quadro è la frazione tuderte posta alla quota più alta. Anche il paesaggio, che si incontra salendo da Pontecuti lungo la bella e tortuosa strada statale, ha poco di collinare con altipiani coltivati che si alternano a folte macchie. Lungo il percorso, dopo Canonica Vecchia, l’attraversamento del Fossaccio su di uno stretto ponte quasi incute paura: qui la natura appare selvaggia, la civiltà lontana. Se per Quadro fino a cinquant’anni fa era inevitabile passare, volendo raggiungere Orvieto, prima che fosse aperta la più comoda via per il Forello, oggi capita di transitarvi più raramente, il più delle volte perché tappa obbligata verso un’altra meta, Titignano, spendita tenuta agraria e location di matrimoni. Così si tocca Quadro convinti di aver visto già quasi tutto, la chiesa nuova in cima ad una scalinata, il bar-ristorante-centro ricreativo e qualche casa lungo la strada. Ed invece la frazione la si è solo sfiorata e se ne avrebbe consapevolezza se solo si imboccasse la deviazione presente all’altezza della chiesa, laddove un cartello indica “Caselle”. Le prime case, a destra e a sinistra, sono appunto le “Caselle” sorte a partire dai primi del Novecento e subito impostesi come il nuovo centro frazionale. Ma la stradina bisogna avere la pazienza di percorrerla fino in fondo, per raggiungerla, a quasi un chilometro dal bivio della chiesa, il nucleo antico, Quadro Vecchio. Oggi è solo un gruppetto di case modeste che dello storico Castello poche tracce conservano. Invidiabile però è la loro posizione, con uno splendido panorama che si apre alle loro spalle. Da qui la vista spazia sulla valle del Tevere, su Todi e verso più lontani orizzonti.

Massimo Rocchi Bilancini

Quadro (località Cerquabella)

Testa fotocrafia è stata fatta ‘ntel londano 1951, in località Cerquabella de la frazzione del Quadro. El condadino era el quadrano Primo Poponi co’ li bovi sùi che lùe éa battezzati Capitano e Colonnello. La femmina era ‘na turista frangiusa che s’era fermata pe’ fotocrafallo. La fotocrafia e quiste notizzie so’ state fornite da Paola Poponi, ch’è la fija de Primetto. La aringrazzio sendidamende pe’ la disponibbilità e la collabborazione.

Jacopino Tudertino

Quadro

2014 Quadro

Il Castellaccio o Castello delle Formiche

Chi cià vecchie foto o conosce fatti e misfatti avvenuti a Quadro pote inviamme documentazzioni e scritti, che siranno messi a integrazzione de li cenni storici sopra pubblicati
Jacopino da Todi

jacopino.tudertino@libero.it