Rodolfo e la sua famiglia Fredi

3 Set

FrediConte Rodolfo Fredi

 

Rodolfo Fredi nacque a Todi il 18 di giugno del 1861 dal conte Fabio. I Fredi erano membri di un’antica e gentilizia famiglia tuderte. Rodolfo, a soli diciannove anni, si stabilì in quel di Roma e là, con le proprie forze, seguitò lo studio del violino, frequentando il Regio Liceo Musicale di Santa Cecilia ed ebbe come maestro l’illustre Ettore Pinelli. Nel 1885, seguendo le orme del bravo padre, si dedicò all’avvincente arte della liuteria. Per una decina di anni si occupò del restauro di antichi e pregiati violini ed ebbe così l’opportunità di venire a conoscenza dei sistemi per la loro costruzione, che erano e venivano adottati dalle varie scuole nazionali ed europee. Dedicò più attenzione alle scuole italiane del 1600/1700. Approfondì gli studi sulla chimica, sulla fisica e sull’acustica. Il maestro Roberto Fattorini, primo violino dell’orchestra Massima Romana, usò, nei suoi concerti, un suo strumento che, il maestro stesso considerava di eccellente fattura. Vari furono gli attestati attribuiti dalla stampa e dai competenti della liuteria sulle sue opere, tanto che nel 1928, la Confederazione Nazionale Fascista Artigiani lo invitò ad inviare un suo violino a Lipsia. Il suo strumento fu giudicato un ottimo prodotto della Liutistica Nazionale Italiana. Fu socio della Società Orchestrale Romana e componente dell’orchestra stessa come violinista. Fece parte della Reale Accademia Filarmonica Romana e fu socio pure della Società Didascalica. Pur rifacendosi a modelli di antichi maestri liutai, il Fredi lavorò i suoi strumenti intorno ad un modello personalmente ideato e disegnato, La sua scelta del legno era accuratissima e riusciva ad ottenere sonorità ottima, equilibrata con un bel timbro e volume di voce. I suoi strumenti, viole, violini e, più raramente le viole d’amore, sono finiti in Francia, Germania, Inghilterra, America e Australia.
Nell’arco della sua vita ha rivestito cariche in varie Comunità e Confederazioni Artigiane e fu nominato Cavaliere della Corona d’Italia. Lavoratore infaticabile, fu un maestro liutaio le cui opere erano frutto della propria creatività, ricolma di senso artistico. Egli è annoverato tra i degni continuatori della Scuola Liutistica Italiana, che ha rifulso in tutto il mondo. Scrive di lui Franco Franchi:
“……a un certo punto, si ricorda che il Governo nazionale gli ha conferito la croce cavalleresca della corona d’Italia e allora sorride e si compiace: – Questa, sì- dice – l’ho gradita, perché so davvero di averla guadagnata.– L’uomo di vero valore è fatto così. La sua città natia, Todi, persegue con amore l’opera fattiva di Rodolfo Fredi, di questo suo nobile figlio, che la illustra, continuando una tradizione familiare di lavoro squisito e con l’arte delicatissima, che è suo vanto ed onore.”

Fredi violinoOpea di Rodolfo Fredi

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