Archivio | febbraio, 2015

PONTECUTI nel tempo

18 Feb

 

 

pontecuti

1898

 

1919 Pontecuti

1919 Foto di un matrimonio (Stella)

1920 Pontecuti 1920

1920

1921 Pontecuti

1921

1922 Pontecuti 1922 (Porta della Nave)

1922 Porta della Nave

1923

1923

1934 Pontecuti

1934

1899 Pontecuti ponte g

1940   (Alberto Benciari detto Chiomone)

1940 Pontecuti (Monumento ai Caduti)

1940

1944 Pontecuti (prima dei bombardamenti)

1944

2011 Monumento Caduti

2011 Monumento ai Caduti

2012 Pontecuti Ponte  illuminato

2012

2014 di maggio Pontecuti

2014 Panorama

2014 Pontecuti (Fonte di Sant'Ermete.)

2014 Fonte di Sant’Ermete

2014 Pontecuti (il ponte riflesso)

2014 Il ponte riflesso

2014 Pontecuti (le mura)

2014 Le mura

2014 Pontecuti di notte

2014 (il ponte di notte)

2014 Pontecuti ed il Tevere

2014 Pontecuti ed il Tevere

2014 Pontecuti notturna

2014 Pontecuti notturna

2014 Pontecuti

2014

2015 Pontecuti (chiesetta di Sant'Ermete)

2015 Chiesetta di Sant’Ermete

2015 Pontecuti (ponte)

2015

2015 Pontecuti (Porta della nave)

2015 Porta della Nave

2016 Altare chiesetta di Sant'Ermete

2016 Altare della chiesetta di Sant’Ermete

TODI: attusì ce la ricconta Tenneroni (pag. 2)

17 Feb

Tenneroni intitolazione

Aquila di Todi 1

 

TODI ETRUSCA

Della Todi etrusca non abbiamo narrazioni particolari; essa non è elencata fra le città principali etrusche ma è anche vero, però, che non esiste un elenco esatto di queste città che pare fossero, in origine, dodici. Oltre tali città vi erano i Municipi e le Colonie. Todi non si trova citata mai, dagli storici romani, nelle lunghe guerre che Etruschi e Umbri sostennero contro i Romani. Ma le mura che circondano la parte più alta della città sono indubbiamente etrusche perché sono simili alle mura di Segni, di Populonia, di Cossa, di Fiesole. C’è chi sostiene che tali mura siano opera romana del tempo dei re perché sopra i massi si vedono scolpite, a carattere romano, varie iscrizioni e numeri che il tempo ha, in gran parte, cancellato; ma pare, invece, che la costruzione romana si sia sovrapposta, in più punti, a quella etrusca per ragioni di rafforzamento. Queste mura non hanno cemento e constano di enormi massi di travertino ed i superiori, gravando su loro stessi e sugli strati inferiori, si tengono fermi con l’eccessivo loro peso. Meraviglioso oltremodo è uno sperone lungo cinquanta metri ed alto metri quindici che, curvandosi verso il monte (località detta “Valle di sotto”) è addossato al terrapieno con tenuissimi gradi di pochi centimetri ogni cinque o sei filari conseguendo una forza di resistenza eccezionale; questa costruzione, per la solidità che presenta e per il modo come è stata eseguita, è stata proposta, da Vitruvio, come modello a qualsiasi peso.
Si ritiene autorevolmente che le mura di Todi, oggi comunemente definite etrusche, siano opera, invece, di una civiltà superiore che poteva irradiarsi solo dalle colonie greche stabilitesi in Italia fin dal tempo degli Etruschi e, del resto, tracce dell’antica civiltà greca non sono infrequenti anche in Todi. Nel basso Medio Evo queste mura venivano chiamate senz’altro greche, evidentemente per tradizione. Le monete etrusche di Todi esistono nei vari musei d’Italia ed in una varietà di tipi più copiosa di quella di Volterra e di tante altre zecche. Il sistema monetario adottato dalla Todi etrusca e l’abbondanza del numerario in essa circolante, testimoniano delle salde basi economico-erariali sulle quali la zecca tudertina si poggiava. Connessa all’indagine su l’epoca della fondazione di una città, è l’etimologia del suo nome. TVDER è scritto nei marmi antichi; questo nome equivarrebbe, secondo gli eruditi, a “città forte”; secondo altri deriverebbe dalla parola etrusca “tudicolalare”; altri, infine, lo fa derivare dalla parola “tutus” (luogo alto = munito). Plutarco, nella “Vita di Mario” chiama Todi: Tudertum. Nell’undicesima riga della prima delle famose Tavole Eugubine è scritta alla maniera etrusca, e cioè da destra verso sinistra, la parola:

TVDER


TVDER
Questa parola è ripetuta, in appresso, più volte; i filologi sono d’accordo nel ritenere che si tratti di Todi, città; non avendo a tutt’oggi elementi per dimostrare un diverso avviso, non vi sarà chi non convenga sul buon fondamento di questa asserzione. Nel Museo Comunale di Todi sono conservati vari oggetti di oro, argento e bronzo nonché terrecotte dell’epoca Umbra-Etrusca e Campano-Etrusca rinvenuti in occasione di scavi eseguiti nella città e territorio. Forse un peso etrusco è una scultura in bronzo, rappresentante un porchetto, rinvenuta nel 1902, facendo scavi presso il giardino pubblico. Nel 1837 fu rinvenuta nella località detta di Montesanto (poco fuori della città, ad ovest) una bellissima statua in bronzo, alta m. 1,61 che ora trovasi nel Museo Vaticano (Gregoriano) rappresentante il Dio Marte o, in ogni modo, un guerriero. Nel fregio della corazza si scorge una incisione in caratteri etruschi, per quanto c’è chi sostiene che sia lingua umbra. La statua, quando fu rinvenuta, stava ritta fra tre grandissime pietre che la difendevano, per cui si poté argomentare che, non il caso, ma gli uomini ve l’avevano nascosta per sottrarla ai barbari o ai cristiani.

marte