Archivio | marzo, 2015

L’Aquila e il Grifo si alleano

28 Mar

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L’Aquila e il Grifo si alleano

Nel 1230 fu conclusa l’alleanza tra i comuni di Todi e Perugia, un sodalizio che rafforzava il potere ed il controllo delle due città sui propri territori. L’undici di agosto, i due comuni fecero solenne promessa di tener fede alla amicizia e di difendersi l’un l’altro da aggressioni esterne e contro tutte le persone, eccetto il Papa e l’Imperatore. L’incontro avvenne nell’Ospedale di San Gismondo in Perugia. I Tuderti avevano come delegato il podestà Manfredo di Pintosanto, mentre rappresentava i Perugini il proprio podestà Messer Oddo di Pietro. I termini degli accordi prevedevano che nessuna delle due città potesse fare altre alleanze, né lega o confederazione, se non con il consenso dell’alleato. I rispettivi cittadini erano esentati dalla gabella di pedaggio e biade e grasce (granaglie e vettovaglie in genere) si potevano trasportate da un contado all’altro liberamente. Gli eserciti potevano attraversare i territori ma pacificamente ed erano tenuti a rimborsare ogni eventuale danno arrecato, nell’entità richiesta dalla città che questi danni avesse subito. Erano esclusi da rimborsi i danni agli erbaggi, alla paglia ed alla legna, causati da cavalli ed altri animali al seguito dell’esercito in transito. Todi e Perugia, a seguito di eventuali lotte intestine dell’una o dell’altra, dovevano rifiutare categoricamente asilo e aiuto ai fuoriusciti. Al seguito dei due podestà erano presenti: Simone di Ranaldo, Masseo di Gianni di Ugolino, Ronaldo di Maccabrino, Martino di Masseo, Nicola di San Sismondo, Oratore da Montenero, Masseo di Landrino da Collazzone, Mainetto e Consulo di Mainero da Marsciano, Provante di Buonadonna, Bono di Giuseppe, Leonardo Tosippoli, Benvegnate di Diotisalvi. Il rogito fu redatto dal notaio Quintavalle.

1920 Todi (Giardini Oberdana)

1920 – Todi (Giardini Oberdan)

1914 Perugia (Giardini Carducci)

1914 – Perugia (Giardini Carducci)

Carbonari Luigi: un seminatore

6 Mar

 

 

Luigi Carbonari

Luigi Carbonari nacque a Todi il 29 marzo 1890 e si spense nella sua Città il 21 gennaio 1957. E’ stato un industriale italiano che ha dato lavoro e benessere ai suoi concittadini.
Di famiglia modesta, inizia fin da bambino a frequentare botteghe di fabbri nella città di Todi. Dopo aver ottenuto la licenza elementare alle scuole serali, dimostra subito una grande capacità nel mestiere, tanto da dare inizio ad un’attività in proprio, subito dopo la prima guerra mondiale.
Dotato di inventiva, caparbietà e capacità organizzativa, riesce in pochi anni e tra molte difficoltà economiche a realizzare innovativi strumenti per l’agricoltura, come l’assolcatore che , nel 1926, ottiene il primo premio al Concorso Nazionale per la Meccanica Agraria. E’ questo l’inizio di una serie di successi imprenditoriali, che lo portano alla creazione di una vera e propria industria, la Società Marzia per le macchine agricole.
La sua innata predisposizione all’innovazione meccanica gli consente di ampliare rapidamente il mercato a livello nazionale, mediante un accordo di distribuzione dei suoi prodotti con la rete dei Consorzi Agrari d’Italia. L’ascesa imprenditoriale prosegue veloce e nel 1930 si aggiudica il Gran Concorso Nazionale per aratri di tipo coloniale per la bonifica delle terre libiche: si tratta della fornitura di 2000 aratri destinati all’agricoltura in Libia, premio che apre la strada verso un’ulteriore crescita dell’industria umbra.
Negli anni antecedenti la seconda guerra mondiale prosegue l’espansione dell’attività industriale, conseguendo altri e prestigiosi premi per la produzione di seminatrici e spandiconcime. La guerra infligge tuttavia un grave colpo alle attività produttive, anche a seguito della distruzione dello stabilimento bombardato dai tedeschi in ritirata. Ma la tenacia di Luigi Carbonari, e dei suoi due figli Angelo e Mario che nel frattempo lo hanno affiancato nella conduzione dell’industria, permettono di ricostruire rapidamente tutto il patrimonio di competenze, tanto da dare un grande impulso allo sviluppo industriale del territorio nel dopoguerra.
Alla fine degli anni ’50 la Società Marzia , a cui viene affiancata la Società Tedas per la produzione di televisori, apparecchi radio, frigoriferi, ecc, conta oltre 300 dipendenti ed è apprezzata su tutto il territorio nazionale per la robustezza e l’innovatività dei suoi prodotti di meccanizzazione agricola.
A Luigi Carbonari è stato conferito il titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Bronzo di Giovanni Riccetti 1958

Scultore tuderte Giovanni Riccetti 1958

Da “TODI e i suoi castelli” di Franco Mancini

Per raggiungere l’auspicato potenziamento industriale, bisognava uscire dal chiuso dell’economia paesana e affrontare il mercato nazionale. Ben consapevole di tale indispensabile condizione Luigi Carbonari, il primo autentico industriale todino, ne perseguì, per tutta la vita, l’effettuazione. Lavoratore dotato di eccezionale resistenza fisica, egli dedicò giovanissimo alla sua attività di fabbro, oltre alle ore del giorno, buona parte di quelle della notte: perciò fu sfrattato come “disturbatore notturno del centro urbano” dall’ex chiesa di San Filippo e Giacomo (poi laboratorio artigianale degli Zoccoli) dove con i suoi arnesi si era installato. Nel 1922 costruì una officina, fuori Porta Romana, per la costruzione di macchine agricole e, dopo cinque anni, riuscì ad aggiudicarsi con il suo “assolcatore” il primo premio di lire cinquemila nel Concorso Nazionale per la meccanica agraria (1928). Negli anni successivi otteneva, per unanime consenso dei tecnici, di fornire a tutti i Consorzi Agrari d’Italia i suoi aratri e le sue seminatrici.

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1915 Porta Romana

1915

Capannoni seminatrici Marzia Tod

Primo capannone de “La Marzia Todi”

Porta Romana Viale gt

La fabbrica cresce

1930 Esposizione aratri per Tripoli.

1930 Esposizione aratri in spedizione per la Libia

1960 Viale Angelo Cortesi

1960

1963 Via Angelo Cortesi

1963 Edificio della sede della Tedas