Archivio | aprile, 2015

La Circonvallazione nel tempo

14 Apr

1895 Monte Mascherano

1895

1905-la-torre[1]

1905

1908 Circonvallazione

1908

1909 Circonvallazione (Consolazione)

1909

1910 Circonvallazione

1910

1920 Circonvallazione fp

1920

1920 Circonvallazione SI

1920 Consolazione

1921

1923 Circonvallazione

1923

1930 Circonvallazione)

1930

1935 Circonvallazione s

1934

1935  (Le casette)

1935

1939 Circonvallazione panorama

1939

1940 Circonvallazione Porta Fratta

1940

1947  Circonvallazione

1947

1953

1953

1956 Circonvallazione

1956

2012 foto[2]f

2012

2016-dal-bastione

2016 Dal bastione

Circonvallazione  (Incrocio Consolazione)

Circonvallazione (le mura)

Circonvallazione e Viale Menecali

Circonvallazione in auto

Circonvallazione jk

Circonvallazione ml

Circonvallazione Porta Amerina e le mura

Circonvallazione SI  x

Presso la Consolazione

Sotto il Vicolo Bello

Sotto Porta Nuova

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‘Na bella storia d’amore

6 Apr

Tratto dal blog “Politica in Todi” di Epifani Mario

Iannacci 008

IANNACCI RAFFAELE

 

UNA STORIA D’AMORE

Si chiamava Iannacci Raffaele ed era nato il 27 marzo 1828 in quel di Vallecorsa, un comune di duemila anime in provincia di Frosinone. Di lui c’è una vecchia foto da cornice, come si usava una volta e dietro l’usurato cartoncino c’è scritto (si suppone sia la sua calligrafia): “ Veterano. Reduce delle guerre 1848 – 1849 – 1859 – 1860 – 1861.  Del garibaldino Iannacci resta questa foto e due medaglie che attestano la sua partecipazione alla liberazione di Roma ed il suo contributo di soldato, fino all’ultimo istante, all’unità d’Italia. Una storia di italianità per questa lunga dedizione alla lotta per dare all’Italia la libertà dal gioco straniero. Una storia d’amore e di fedeltà al giuramento prestato, sia verso la Patria che verso la donna amata. Già, una bella storia d’amore! Giuseppe Garibaldi, dopo la sconfitta della Repubblica Romana, si riparò a Todi con Anita in stato interessante. Al suo seguito c’era il soldato Iannacci Raffaele che durante la permanenza nella nostra Città conobbe una giovane tuderte di nome Rossi Maria Orsola e se ne innamorò. Al momento dell’addio, quando Garibaldi ed il suo seguito ripartirono da Todi, Raffaelle e Maria si lasciarono con il cuore stretto ma lui le promise che sarebbe tornato e l’avrebbe sposata, a guerra finita, se non fosse morto in qualche battaglia. Così avvenne e Raffaele tenne fede alla sua promessa, tornò a Todi e sposò la bella Maria. Ebbero un figlio che chiamarono Oreste, il quale poi regalò alla nostra comunità lo scomparso e noto barbiere tuderte Iannacci Odisseo, chiamato affettuosamente da tutti Seso. L’unico discendente del patriota e fedele Raffaele è Oreste Iannacci, figlio di Seso che, orgoglioso del suo antenato, ne conserva religiosamente le reliquie. Garibaldi, nel partire da Todi, fu seguito da molti tuderti, ai quali aveva trasmesso la fiamma dell’amore per l’Italia. Ho voluto raccontare questa storia d’amore, per la Patria e la propria donna, perché i sentimenti che muovono un uomo, quando sono tali, fanno di lui veramente un UOMO che merita memoria ed onore.
Mario Epifani

Iannacci scritta

Iannacci 007

Sesetto

A destra Odisseo Iannacci (Sesetto)

Fra’ Raniero da Collevalenza

5 Apr

Fra Raniero

Fra Raniero, al secolo Trieste Ottavi nato a Collevalenza di Todi nel 1919, è stato l’ultimo frate cercatore francescano cappuccino. In Assisi e dintorni era conosciuto ed amato. Girava con il suo carretto tirato dalla fedele Lilla, una mula, con la quale parlava come fosse San Francesco. I bambini gli si facevano attorno, quando passava, e giocavano con la sua folta barba e lui aveva sempre, nella sacca, caramelle da distribuire. Chi lo conobbe apprezzava la sua umiltà, la sua saggezza e la sua umanità. Nella zona di San Francesco, dove viveva ed in quella del Convento di Cristo Re, trascorreva, quando non era in giro per la questua, il suo tempo tra i giovani, discutendo con loro e cimentandosi in partite di pallone. Il suo sogno era quello di realizzare uno spazio per un campetto di calcio per i bambini. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1979, i confratelli, in sua memoria, costruirono, presso il Convento di Cristo Re, un campo da calcio per i giovani assisani, con una fontana a lui dedicata. Presso la fontana ed il campetto da calcio, una bacheca raccoglie delle formelle in ceramica (opera del maestro Renato Costanzi) dedicate a Fra Raniero. Queste lo raffigurano mentre gira con il suo carretto o è tra i giovani ed i bambini. Un frate di altri tempi.

Jacopino Tudertino

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Le formelle in ceramica che lo ricordano

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La fontanella a lui intitolata

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La sua tomba al cimitero di Assisi

Così lo ricorda un documento del Convento Cappuccini di Assisi

“Carissimi confratelli, un fiore umile e profumato, è stato colto nella nostra provincia e trapiantato nei giardini del cielo. Fra Raniero Ottavi da Colvalenza, dopo una vita non lunga, ma ricca di opere sante, a contatto con gli abitanti della patria di San Francesco e l’umile gente del contado di Assisi, ci ha lasciato per la casa del Padre. Una vita non lunga (appena sessant’anni) ma estremamente laboriosa, per quasi quarant’anni questuante nel nostro convento di Assisi, ha fatto di lui, forse, il cappuccino più conosciuto ed amato in questo secolo, nella terra di Francesco: semplice, amico dei grandi e dei piccoli, punto di riferimento di centinaia di ragazzi che salivano chiassosi sul suo carretto trainato dalla vecchia mula, amato e benedetto dai genitori che chiedevano a lui una benedizione per i figli, apprezzato e stimato da persone di ogni ceto, che lasciando cadere nelle sue mani piccole o grandi elemosine, domandavano la carità di una preghiera, di un consiglio. E lui, tutti avvicinava con lo stesso animo, umile e delicato, per tutti aveva un sorriso riconoscente, una dolce parola di speranza e di fede. Nessuno lo vide mai adirato, presuntuoso o saccente; nessuno mai, avvicinatolo, ne partì deluso; anzi tutti hanno potuto ammirare la sua garbatezza ed il comportamento di autentico frate Minore senza iattanza e falsa umiltà. Con lui scomparve un vero francescano, quasi rappresentante di un tempo che non tornerà più.”

Padre Superiore Evangelista Frasconi

 

FRA’ RANIERO E I BAMBINI

Fra Raniero 2

Fra Raniero

Fra Raniero 3