Archivio | Mag, 2015

Panorama di Todi nel tempo

29 Mag

1870 m

1870

1872 Panorama con la Portaccia

1872

1888 Todi nei primi del novecento

1888

1895 Panorama lato nord nel 1895

1895

1897 Panorama

1897

1898

1899

1899

 1909 novecento SI

1910 Panorama Porta Romana

1910

1911 Panorama da Sud nel 1939

1911

1912 b

1912

1915 Panorama e viale Porta Romana 1915

1915

1917

1917

1918 Panorama anni 20

1818

1919 (vista dalla Rocca)

1919

1920 Panorama

1920

1922 Panorama dai Giardinetti nel 1922

1922

1935 Panorama da viale dii Porta Romana 19351926

1930 Panorama dai Giardinetti nel 1930 p

1930

1933 k

1933

1934

1934

1925 Panorama da sud-est nel 19251934

1939

1939

1940

1950 Panorama mn

1950

1951 Panorama

1951

1952

1952

1955 Panorama dal colle di Montecristo ne 1955

1955

1956

1956

1959 (salita dei Pontilunghi)

1959

1960

1960

1961

1961

1990 Panorama 1990 (dopo la nevicata)

1990

2014 Panorama con campanile a vela

2014

Panorama ( salita dei ponti lunghi)

Panorama (il borgo Ulpiano)

Panorama (lato mezzogiorno)

Panorama (Le tre torri di Todi)

Todi e il suo declivio

Vista aerea

Panorama nl

Panorama fine ottocento d

Panorama fi

 

Le frazzioni de Todi: Torregentile

22 Mag

Torre Gentile

TORREGENTILE (Da “Todi e i suoi castelli” di Franco Mancini)

Abitanti 188 nel 1808, 322 nel 1951.  Grazioso paesello all’ombra delle querce, un tempo villa di poche famiglie, che i cronisti dicono fondata da Gentile di Biagio da Carognòla, nel 1433. La chiesa (recentemente ricostruita in stile romanico su disegno di Pollione Moriconi) è dedicata a Sant’Eurosia. Carognòla (detta prima Carogne o Pian di Carogne) era pure una villa: venne distrutta nel secolo XV. Di essa rimangono alcune rovine, raggruppate attorno al vecchio castello. Aveva una chiesa intitolata a santo Stefano. Nei pressi di Torregentile si ricordano, inoltre, Costelle, dove era l’Oratorio di Santa Chiara; Olivola, già castello (rimane ottimamente conservata la torre) e poi villa, con chiesa parrocchiale (soppressa nel settecento) detta di Santa Maria di Olivola: la piccola Chiesa di San Lorenzo de’ Pacconi, oggi del tutto rimaneggiata; Torre Antoniaccia, che si dice fabbricata nel 1433 da Antoniaccio Milii, fiero ghibellino di Todi; Villanova, fondata, sembra, nel secolo XIV: aveva una chiesa intitolata a San Mauro, che fu parrocchia fino al 1517.

TORREGENTILE (da “L’acqua dei castelli” di Massimo Rocchi Bilancini)

L’asfalto termina a Torregentile ma aldilà del fosso, al bivio della Maestà, la strada bianca continua. Procedendo diritti si va a Torre Olivola e, volendolo, anche più lontano, fino a sbucare dalle parti di Camerata. Prendendo a sinistra, in discesa, si arriva Carognola: per chi vi arriva la prima volta, la sua torre cilindrica e le sue mura restaurate, degne di un vero castello, lasciano credere che il vero centro della frazione sia questo e non il gruppo di case intorno alla chiesa parrocchiale. Il paesaggio, non diversamente dalle vicine Romazzano e Izzalini, vede nella pietra la principale protagonista. Sassi più o meno grandi sono dappertutto e soprattutto nelle cortine ordinate dei muri a secco, elevati a scarpa, che sorreggendo i terreni delimitano ad ogni dove le strade. Anche le case sono in pietra. Se qualcuna invece è intonacata, non lo è per scelta, lo è solo per sbaglio. E’ un paesaggio agrario e ancora rurale, integro e originale, “contaminata” è invece la popolazione che oggi ci vive. Alle famiglie storiche del posto, ai Dominici e agli Antonini, si è affiancata infatti negli ultimi decenni gente nuova, italiana e straniera, gente che ha acquistato casali e li ha restaurati, artisti di fama mondiale accanto a uomini di cinema e teatro. Una contaminazione basata sul rispetto reciproco e sul tentato incrocio tra i due mondi.

Massimo Rocchi Bilancini

PICCOLA NOTA

Questo pittoresco borgo dista circa 6 chilometri da Todi. La facciata della chiesa dedicata a Santa Illuminata, eseguita in stile romanico e con campanile a vela, è opera dall’architetto tuderte Pollione Moriconi. All’interno della chiesa ci sono due dipinti dell’artista tuderte Andrea Polinori: la “Crocefissione con San Carlo Borromeo e Santa Eurosia” del 1615, e la “Madonna con Bambino e Santi domenicani”.

1922 Torregentile  (casi d'Olivola)

1923 Torre Olivola

1925 Chiesa di Torregentile

1925 Chiesa di Santa Illuminata

Torre Gentile (Borgo di Olmeto)

Borgo Olmeto

Torregentile a

2014 Castello di Carognòla

Torregentile ma

2014 Chiesa di Santa Illuminata

Chi cià vecchie foto o conosce fatti e misfatti avvenuti a Torregentile, pote inviamme documentazzioni e scritti, che siranno messi a integrazzione de li cenni storici sopra pubblicati .

Jacopino Tudertino

jacopino.tudertino@libero.it

Santa Romana

16 Mag

Santa_Romana_o_Romina_virgen_277x368

SANTA ROMANA

Romana, fin da piccina, fu infervorata dalla vocazione religiosa, tant’è vero che a soli dieci anni lasciò gli agi nei quali viveva, essendo figlia del Prefetto di Roma Calfurnio. La fede cristiana l’aveva talmente presa che, lasciata la Città Eterna, si recò sul monte Soratte (montagna della Sabina, alta 691 metri e lontana da Roma 45 km), dove viveva San Silvestro, per ricevere il battesimo dalle mani dell’eremita stesso. Romana visse in una grotta e giornalmente raggiungeva, forse percorrendo impervi passaggi segreti nel ventre della montagna, Silvestro, del quale era devotissima. Dentro la chiesa dell’eremo di Santa Romana sul monte Soratte, ormai quasi indecifrabile, si legge la seguente iscrizione: “23.FEBEUARII ^ TUDERTI ^ S. ROMANE VIRGINIS QUE A S. SILVESTRO BAPTIZATA IN HANC ANTRI ET SPELUCIS CELESTE VITA DUXIT ET MIRACULORV.GLORIS CLARUIT”. Si dice che Romana fosse rimproverata da San Silvestro per le assidue visite che sarebbero potute esser male interpretate dai pastori e dai contadini. Narra sempre la leggenda che il Santo le disse: “Tornerai da me soltanto quando fioriranno le rose”. Essendo in pieno gennaio, San Silvestro intendeva che Romana potesse tornare in maggio, appunto il mese dello sbocciare di questi fiori. Romana tornò alla sua grotta e si mise in preghiera. Quella notte cadde tanta neve ed il monte Soratte era tutto imbiancato. Sebbene il freddo e la neve, fuori dell’antro, Romana si avvide che era germogliato un cespuglio di bellissime e profumate rose. Lei ne colse una e si avviò, come tutti i giorni, verso l’eremo, in cima al monte. Prima che Silvestro la rimbrottasse, gli mostrò il fiore dicendo: “Perdonami o Padre ma le rose sono fiorite”. Un giorno, secondo una leggenda, le apparve una colomba che la sollecitò a recarsi a Todi e lei decise di andare, sola, a piedi, verso questa Città. Raggiunse la gola del Forello e in quel luogo prese dimora in una grotta, dove trascorreva il tempo nella preghiera. Tanta fu la sua santità che, nel territorio tuderte, la sua fama raggiunse la povera gente che accorse sempre più numerosa presso di lei. Santa Romana morì nel 324, attorniata dai suoi fedeli, che la piansero profondamente. Fu venerata per un millennio, tanto che, nel 1301, il suo corpo, che riposava nella sua grotta, sotto un altare, fu portato a Todi e deposto nell’interno del Tempio di San Fortunato.

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Ruderi dell’eremo di San Silvestro sul monte Soratte

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Forello – Grotta di Santa Romana

2006 Eremo di Santa RomanaEremo di Santa Romana nel 2006 –  (Foto Valerio Chiaraluce)

2018 santa romanaEremo di Santa Romana nel 2018 (foto di Ermanno Saleppico)