Archivio | ottobre, 2015

Da la grijata a la grillata (di Jacopino)

30 Ott

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DA LA GRIJATA A LA GRILLATA

Mo l’Ommese ha sparato testa cosa,
che le sargicce stirono le cianche.
La ciccia roscia, dice, è cangherosa
e tocca magnà solo quille bianche.

Te poli, tuttarpiù, magnà du’ grilli,
‘n po’ de cecoria ma si n’è ‘nguinata. 
Si de cambà volete, sani e arzilli, 
gnende braciole, mejo ‘na ‘nzalata.

Ma dico io, mo da che al monno stamo, 
l‘omo ha magnato ciccia a più nun pozzo 
eppuro so’ millenni che cambamo.

Che c’è diedro a ‘sta guerra a le bistecche? 
Vonno sfamàcce con un bacarozzo 
e co’ du’ puzzolose e un par de zecche?

Jacopino Tudertino

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L’Antologia Tuderte: quanno ‘l calamajo è el còre (Patrizia Biscaroni)

20 Ott

Antologia Tuderte

Scrìi e aricconda un episodio de vita che se riallacci ta la nostra Città e concernente el rapporto sendimendale che ciài aùto o ciài anco’ co’ lìa. L’argomendo nun è vincolato e pote ariguardà le più svariate sfaccettature (meno che quille pulitica e ministrativa) de la nostra comunità tuderte. I laòri non déono esse pubbricati su la paggina del Gruppo “Sei di Todi se……” ma inviati a: jacopino.tudertino@libero.it. Pubbricherò co’ piacere, sul blogghe de Jacopinodatodi, li vostri scritti. Ah, la penna sirà la mano ma ‘l calamajo dèe da esse el core. Grazzie.

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Patrizia Biscaroni

I MIEI ANNI FELICI (di Patrizia Biscaroni)

I miei nonni paterni abitavano ad Izzalini, in una grande casa all’inizio del paese, con la “bottega” a piano terra. Ho vissuto lì fino all’età di sei anni, quando mi sono trasferita a Todi con la mia famiglia, perché mia madre insegnava lì. Gli anni più belli, che ricordo con tenerezza e rimpianto, sono stati quelli in cui, bambina piccoletta, andavo alla scoperta delle “meraviglie” che quella casa nascondeva. Nella “bottega de Battisto e de la Frosina” (Battista ed Eufrasia miei nonni) lungo le pareti c’erano le vetrine, dietro le quali erano in mostra pezze di stoffa per fare le lenzuola, biancheria per la casa e personale ecc. sotto c’erano i cassetti pieni di pasta corta e lunga…lo zucchero nei famosi pacchetti blu (mi pare) farina e mille altre cose che oggi mi sfuggono. Dietro al bancone, che, essendo rialzato, a me bambina sembrava una specie di trono, c’erano i miei nonni che servivano i clienti…ricordo ancora, perché non sapevo cosa fosse e a che servisse l’odore acre e pungente del carburo che gli Izzalinesi, privi nelle loro case di corrente elettrica, adoperavano per illuminare. Nella parete dietro al bancone c’erano i barattoli di vetro contenenti i dolci!!! I confetti cannellini…le caramelle…la cioccolata a pezzi!!!! Quando ci potevo arrivare….facevo man bassa. Dall’altra parte del piano terra c’era la cucina con l’immancabile grande camino, il regno di mia nonna. Delle sue cucine ricordo la lepre, (frutto della caccia di mio zio) fatta a pezzi, stesa su un letto (oggi si dice così) di cipolle tritate, pepe abbondante, pomodoro e poi sfumato il tutto con il vino rosso. Caspita se era buona! Alla sinistra della casa, come in ogni luogo abitato in campagna c’era lo stalletto dei maiali in prossimità del quale avevo scoperto la meraviglia delle meraviglie…. un insieme di cose non più in uso e gettate un po’ alla rinfusa. Era il posto che preferivo, una volta trovai la tromba di un grammofono che qualcuno, con il gusto dell’orrido, aveva dipinto di un bel celeste carico. Per farci cosa non so. Quando riuscivo a sfuggire ai controlli dei parenti, amavo giocare, da brava bambina incosciente, col fango vicino allo stalletto dei maiali!! Facevo dolci di fango (spero sia stato solo fango..) e li portavo in omaggio alla mamma. Stendo un velo pietoso sull’apprezzamento dei miei manufatti…. Qualche volta il nonno mi portava a Todi a fare rifornimento per la bottega. Salivamo sulla sua auto ..forse una giardinetta e affrontavamo quei chilometri di strada non asfaltata che ci avrebbe condotto in città. Il primo spettacolo che mi si offriva, prima di salire sul colle, era il Convento di Montesanto che mi affascinava perché, non essendoci mai stata, lo vedevo avvolto da un alone di mistero dovuto al suo essere scuro..mura e alberi . Più su, dopo il viale alberato, si stagliava la grande Basilica della Consolazione con la sua elegante imponenza, ma devo dire la verità.. a quell’età mi attirava più lo spiazzo erboso che circondava la grande chiesa che la costruzione in se stessa.   Dopo aver salito un po’ faticosamente tutte le Cerquette … l’auto del nonno mica era come quelle di oggi.., ecco il centro di Todi. Via Ciuffelli, chi me lo avrebbe detto che lì a poco avrei abitato in una di quelle case? Una strada che ancora oggi, percorrendola, mi fa commuovere, perché era la strada che portava a casa, dai miei affetti, con l’importanza che emotivamente ha rivestito. Quando passavamo davanti al monumento di Jacopone, ogni volta il nonno mi spiegava chi fosse quel frate e ogni volta pensavo “ però è brutto”. Non vedevo l’ora di arrivare dal grossista, il Signor Tascini, dove si serviva il nonno. Il magazzino era in Via San Salvatore, che ancora ricordo così com’era..buia, pavimentata con le pietre grandi, vecchie e sconnesse. Prima di tornare a casa, il nonno mi portava in Piazza Garibaldi, perché sapeva che mi piaceva osservare il monumento con la sua imponenza e ammirare il cipresso che, allora, mi sembrava arrivasse fino al cielo. Purtroppo l’ora del ritorno a casa arrivava troppo presto, quando cominciavo ad abituarmi della vista del “tutto troppo grande” per me.
Patrizia Biscaroni

La nostra Città per Emin Shaqja

14 Ott

Emin 1

L’artista albanese Emin Shaqja, è residente a Spezzano Albanese, dove vive e svolge tuttora la propria attività, ha organizzato numerose mostre personali con un riconoscimento unanime delle sue capacità espressive.

Emin Shaqja 1

Venendo da Montesanto

Emin Shaqja 2

Incrocio alla Consolazione

Emin Shaqja 3

I Giardinetti

Via Ulpiana e i suoi vicoli

2 Ott

Vicoli di Via Ulpiana

LATO DESTRO DA PORTA CATENA

1 Vicolo della Trinità

Vicolo della Trinità

2 Vicolo dei Pellegrini

Vicolo dei Pellegrini

3 Vicolo dei Benedettini

Vicolo dei Benedettini

4 Vicolo dei Molini

Vicolo dei Molini

5 Vicolo dei Giardini

Vicolo dei Giardini

6 Vicolo dei Cesarini

Vicolo dei Cesarini

7 Via delle Caselle

Via delle Caselle

8 Vicolo della Madonnuccia

Vicolo della Madonnuccia

9 Vicolo Bello (Porta Nuova)

Via Porta Nuova (Vicolo Bello)

10 Vicolo delle Mattonelle v

Vicolo delle Mattonelle

11 Via della Canepine

Via delle Canepine

12 Vicolo Anfiteatro Antico

Via Anfiteatro Antico

LATO SINISTRO DA PORTA CATENA

a Vicolo degli Alberti

Vicolo degli Alberti

b Vicolo dei Cruciani

Vicolo dei Cruciani

c Vicolo San Giovanni e Rocco

Vicolo San Giovanni e Rocco

d Vicolo del Baluardo

Vicolo del Baluardo

e Vicolo delle Grotte

Vicolo delle Grotte

f Vicolo dei Bolognini

Vicolo dei Bolognini

g Vicolo delle Mura

Vicolo delle Mura

h Vicolo della Portella v

Vicolo della Portella

i Vicolo del Delfino

Vicolo del Delfino

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Il Delfino