Castello di Toscella

8 Mag

 

 

CASTELLO DI TOSCELLA

Si ipotizza che il Castello di Toscella sia stato eretto sui ruderi di un tempio dedicato a Tuscio, figlio di Ercole. Il richiamo alla mitologia greca e romana affascinò gli storici e i cronisti sin dall’inizio del XVII° secolo. Siamo forse condizionati a credere alla fantasia e alla leggenda, cucite addosso alla storia. Gian Maria degli Atti “mentova” una località chiamata Torricella. Forse, si riferiva a quella di Toscella? Non se ne ha riprova. Comunque, Toscella apparteneva storicamente al circondario di San Terenziano piuttosto che a quello di Collazzone com’è attualmente.
Nel 1290 furono “allibrati”, cioè censiti e iscritti a un elenco di contribuenti, ben cinquantacinque fuochi con relativi capifamiglia, presumendo, quindi, che come abitanti ci fossero circa duecentocinquanta toscellesi. Ancora viene chiamato Vocabolo San Donato il sito dove insistevano la chiesa e la canonica intitolata a questo santo. Il castello di Toscella, come gli altri manieri del tuderte, era parte dell’apparato difensivo di Todi che già dal XII° e XII° secolo andava affermando la supremazia sul vasto territorio circostante la città. Tali apparati difensivi sorgevano, solitamente, presso strutture ecclesiastiche, come canoniche e chiese. Toscella, nei pubblici libri comunali di Todi è registrata come “castrum”, poi nel 1574 la si declassò “villa”, poiché il suo ruolo strategico-difensivo era venuto meno con l’assetto istituzionale dello Stato della Chiesa.
Nel XVI° secolo, da documentazioni testimoniali, esisteva all’interno del castello una cappella dedicata a San Biagio appoggiata alle mura castellane che erano state restaurate e forse spostate di qualche metro. Nel frattempo la chiesa di San Donato era crollata e allora, il popolo decise di ricostruirla all’interno del castello. A Toscella e al suo castello appartenevano ampi territori tra Assignano e San Terenziano e quindi, forte dei suoi cinquantacinque nuclei familiari, le fu riconosciuto da Todi un ruolo rilevante, tant’è che nel 1350 vi fu insediato un castellano con la conseguenza dell’istituzione di una concreta struttura militare e amministrativa. Il castellano di Toscella aveva il compito di mantenere l’ordine e applicare la giustizia.
Nel 1536 gli abitanti di Toscella insorsero unitamente a quelli di Castello delle Corti e Todi inviò Lucarello di Iuccio a ripristinare l’ordine. I rivoltosi, per arrendersi e tornare all’obbedienza, chiesero seicento fiorini. Il comune di Todi, per pagare tale riscatto, ricorse a un prestito, al quale contribuirono i ghibellini più ricchi, tra i quali: gli Atti, Francesco dei Conti di Coldimezzo, i Benedettoni e i Ciccolini.
 Jacopino Tudertino (riassunto da “Ville e Castelli”)

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