ALTOBELLO E LA SPARVIERA

26 Gen

ALTOBELLO E LA SPARVIERA

ACQUASPARTA – 1945
Nel 1494, l’esercito francese di Carlo VIII invase l’Italia. Le discordie tra italiani gli resero facile l’occupazione dei nostri territori che avvenne senza molti spargimenti di sangue, tanto fu debole l’opposizione alla sua avanzata. I ghibellini tuderti, guidati dai Chiaravalle, accolsero con favore il trionfatore e forti del suo appoggio cominciarono a compiere scorribande nel contado, occupando ville e castelli che da tempo erano nelle loro bramosie. Trascorse un solo anno poi, il popolo italiano costrinse Carlo VIII a fuggire precipitosamente di là delle Alpi. In quel periodo Todi era colpita da una grave pestilenza e i Chiaravalle, sfruttando questa tragica situazione, guidati da Altobello, occuparono di notte la Rocca con la complicità del vescovo governatore. I guelfi furono cacciati da Todi e vi rimasero per molti mesi, fino a quando il popolo, stremato dalla peste e dagli assedi, li richiamò in città cacciando Altobello e i suoi scherani. Troppo poco era durata la supremazia dei ghibellini, tanto quanto era durato il dominio francese di Carlo VIII. Cacciato da Todi Altobello da Canale (così chiamato dal nome di un suo castello), assieme al cugino Girolomo, condusse per ritorsione le sue soldataglie contro Acquasparta, che era una roccaforte dei guelfi todini. L’attacco, imprevisto e furioso ebbe successo e i ghibellini, entrati in Acquasparta, seminarono terrore e morte, uccidendo impietosamente molte donne e bambini. I guelfi tudertini si rivolsero a Lucrezia Borgia, allora governatrice di Spoleto, chiedendole aiuto. Gli ambasciatori di Todi convinsero la Borgia che fece allestire un esercito, guidato da un commissario pontificio, che si diresse prontamente verso Acquasparta. Era il 6 agosto del 1500 quando l’esercito, con a capo valenti capitani (Paolo e Fabio Orsino, Giampaolo Baglioni e Vitellozzo Vitelli) liberò la città dal dominio crudele di Altobello Chiaravalle. Dieci ore di bombardamenti, con artiglieria di tipo francese, bastarono per mettere in fuga i ghibellini. Altobello tentò di salvarsi nascondendosi in una cascina ma fu scoperto e riconosciuto da un soldato. Accorsero dei cittadini acquaspartani che, colmi di odio per i soprusi subiti, lo malmenarono fino alla morte e ne straziarono il corpo, facendolo letteralmente in pezzi. Si raccontava che una vecchia mangiò il suo cuore sanguinante e che per tale atroce azione fu poi chiamata la Sparviera.
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