Archivio | agosto, 2019

‘N ANNO TERRIBBILE

28 Ago

 

 

A seguito de la calata de li lanzichinecchi, ‘nde l‘anno 1527, se patì ‘na caristia epocale. ‘Ntel contado tuderte, ‘ntel periodo che annò da agosto 1958 asettembere 1959, sotto la sferza de la fame, morse tandissima gente. Pe’ sopravvive funno magnati cavalli, somari, cani e gatti. Puro “animali bruti”, scrìe ne’ la cronaca Gian Fabrizio degli Atti, riferennose a li sorci. Drittura, a Piruggia, funno magnate le carni de dui omi ch’erono stati ‘mpiccati. Che brutta beschia ch’è la fame!

MEDIOEVO VIOLENTO

24 Ago

 

 

Angelo Atti, esponente di spicco della illustre famiglia tuderte, ospitò nel 1530, nella sua casa, situata all’estremità di Piazza Grande, il poeta Ludovico Ariosto in visita alla nostra Città. Egli, nell’anno 1550, ampliò Il suo palazzo, cominciato a costruire dalla sua famiglia nel 1438, fino a giungere quasi a ridosso della scalea del Duomo. Fu certamente un sgarbo nei confronti del potere clericale, essendo gli Atti una famiglia ghibellina. Angelo Atti ostacolò il cognato Pietro Cesi che avrebbe voluto ingrandire la propria dimora che era adiacente alla sua. Il Cesi andò su tutte le furie e ci fu un accesissimo litigio. L’inimicizia ed il rancore dividevano i due cognati e Pietro Cesi covava la vendetta. Finse di volersi riappacificare ed organizzò una battuta di caccia, con compiacenti amici, in quel di Casigliano, dove Angelo Atti aveva una villa. Durante la visita e nel pieno del convivio, ad un suo cenno, i suoi amici massacrarono l’ospite assieme a due dei suoi figli. Alla orrenda rappresaglia sfuggirono la moglie di Angelo Atti ed il figlio più piccolo. Pietro Cesi, per sottrarsi alla giustizia, a causa di questo atto criminoso ed infame, si rifugiò al Quadro e poi a Cascia.