LA FONTANA DEI ROGNOSI (di Benedetta Tintillini)

17 Dic

LA FONTANA DEI ROGNOSI

Grazie all’Associazione Toward Sky che l’ha individuata nel 2014, Todi si riappropria dell’antichissima Fontana dei Rognosi, o di Summuro, di cui si era persa totalmente memoria.
Grazie ad una corposa serie di documenti rinvenuti dall’archeologo Valerio Chiaraluce e dallo storico Massimo Rocchi Bilancini, relativi ad un contenzioso fra i frati domenicani di Santa Maria in Camucia e le suore agostiniane della SS. Trinità che se ne contendevano le acque, la fontana di Summuro (sotto muro) o dei Rognosi è tornata a nuova vita.
Addossata alle mura romane della prima cinta (da qui il nome di Summuro), la fontana era meta di persone affette da malattie della pelle quali la scabbia, per le doti medicamentose che venivano attribuite alle sue acque. Originariamente posta 3 metri sotto l’attuale livello di via di Mezzo Muro, dell’antica fontana attualmente si offre alla vista solo la parte apicale della volta che la ricopriva, riaperta grazie all’impegno ed al duro lavoro dell’Associazione Toward Sky che ha tolto la tamponatura che chiudeva la fontana e svuotato completamente la cisterna, oltre a corredare il monumento di una targa esplicativa in lingua italiana e inglese.
Le prime notizie della Fontana dei Rognosi compaiono in un documento del 1297, anno nel quale i cittadini vollero fosse riparata, e continuò ad essere un punto di riferimento importante per i cittadini di Todi fino alla fine del 1700 quando, a causa della scarsità di acqua e della scomodità di utilizzo a causa dell’accumulo dei detriti davanti ad essa, si decise di chiuderla definitivamente.
Dal 15 dicembre, giorno dell’inaugurazione ufficiale del restauro, un altro piccolo tassello della storia della città torna a ricollocarsi, grazie alla passione ed alla dedizione di Valerio Chiaraluce e Massimo Rocchi Bilancini che, non nuovi a questo tipo di scoperte, uniscono l’entusiasmo e la competenza alla voglia di fare, impegnandosi in prima persona nei faticosi lavori di ripristino e restauro, allo scopo di donare alla città un nuovo monumento, una nuova occasione di promozione ed un nuovo frammento della sua millenaria storia.
Benedetta Tintillini

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