Archivio | gennaio, 2020

I CACCIATORI DEL TEVERE

24 Gen

CACCIATORI DEL TEVERE

 

I CACCIATORI DEL TEVERE

Il 22 di settembre del 1860 la Commissione municipale al governo della Città, con a capo il gonfaloniere Girolamo Dominici, coadiuvato da Cesare Paparini, Luigi Tenneroni, Vincenzo Luzi ed altri emeriti cittadini, riunitasi a palazzo, emesse un comunicato con il quale informava i tuderti che gli stranieri (straniere masnade) erano stati cacciati e dunque Todi era parte integrante dell’Italia redenta. Determinante fu l’azione dei Cacciatori del Tevere, un gruppo di volontari umbri e toscani che affiancò l’esercito Sabaudo nella liberazione di Todi e dell’Umbria. A capo di questi eroici uomini che scrissero una pagina luminosa nella storia per la lotta per l’indipendenza e l’unità d’Italia, c’era l’assisano colonnello Luigi Masi. I Cacciatori del Tevere, in pochi giorni conquistarono Orvieto, Bagnoregio, Montefiascone, Viterbo, la Teverina, Amelia, Magliano Sabina, Civita Castellana, Tuscania, Tarquinia e altre località della Tuscia, fino a Fiano Romano. Il cinque di novembre si svolse il plebiscito con il quale, quasi all’unanimità, gli aventi diritto al voto, sancirono l’annessione del territorio umbro, del quale Todi faceva parte, al Regno d’Italia. Pochi giorni dopo l’esito del plebiscito, Todi ricevette la visita del Commissario del Re ed in quella occasione ci furono grandi festeggiamenti. Girolamo Dominici, di fatto, fu il primo sindaco tuderte appena dopo l’unificazione dell’Italia.