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Le mano mia (Jacopino Tudertino)

30 Ago
LE MANO MIA (Jacopino Tudertino)
El primo viso è quillo de la mamma
che teste mano mia, da pargoletto,
accarezzonno, dorgi e co’ rispetto.
Doppo c’è stata più che carche fiamma,
’na vita de alliciate a quista o quilla,
tande donne a le quale ho dato amore.
Quande carezze pregne de pudore,
gesti amorosi, ma nemmango a dilla!
Pu l‘anni so’ arriàti, io lo so quanti!
Le mano mià se so’ fatte rugose,
malferme, ossute, gracili e tremanti.
Ma so’ arimaste sembre vigorose,
orquanno ciònno d’esse carezzanti
pe’ le nipoti, petali de rose.
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ARCO DI DIOMEDE

25 Lug

ARCO DI DIOMEDE

Salendo da Montesanto verso il Tempio di Santa Maria della Consolazione, sulla destra, colpisce la vista un bellissimo arco, opera della metà del millecinquecento. Quest’arco segnava l’ingresso della proprietà di Diomede degli Atti, prete canonico della Cattedrale nel 1538. Diomede fu un uomo di grande ingegno e di corposa cultura che s’impegnò in molte opere di bene. Aveva la grande dote di forbito oratore ed era fratello di Viviano degli Atti, colui che fece edificare il palazzo in Piazza Garibaldi, oggi chiamato Palazzo Pensi. Lo stemma di Diomede degli Atti e l’iscrizione sopra l’arco, confermano che fu un’opera da lui voluta.

 

Via Ulpiana (ora Giacomo Matteotti) nel tempo

10 Mag

1908

1909

1910 Ospedale

1912

1926

1926

1931 corteo storico

 

1939 Vicolo dei Molini

1947 Vera Valentini

1947 Vera Valentini

1955

1956

1961

1979

1987

2015 Fiera di San Martino

2015

2016

2016

2017 Muretto del callarellaro

Processione

Chiesa della Madonnuccia

Pianta Anfiteatro romano

Pianta di Via Ulpiana

Ospedale

Panorama

La vallata (di Francesco Pianegiani)

9 Mag

 

 

LA VALLATA (Francesco Pianegiani)

Nel trionfo del sole sfolgorante
è accesa tutta quanta la vallata
su cui si aderge l’arte del Bramante.
Dalla cupola bella è dominata
l’ampia distesa verde tudertina
fatta di colli e in fondo coronata,
vigile scolta eterna montanina
dell’Appennino umbro che digrada
dietro nel Lazio fino alla marina.
È una visione che l’anima aggrada
anche se all’occhio è resa familiare
onde il turista, entusiasmato, vada
in piazza Jacopone a riammirare
dopo il tramonto e solitario o a frotte
dove la Cit ha il tempio tutelare
l’incanto proiettato nella notte

Castello di Toscella

8 Mag

 

 

CASTELLO DI TOSCELLA

Si ipotizza che il Castello di Toscella sia stato eretto sui ruderi di un tempio dedicato a Tuscio, figlio di Ercole. Il richiamo alla mitologia greca e romana affascinò gli storici e i cronisti sin dall’inizio del XVII° secolo. Siamo forse condizionati a credere alla fantasia e alla leggenda, cucite addosso alla storia. Gian Maria degli Atti “mentova” una località chiamata Torricella. Forse, si riferiva a quella di Toscella? Non se ne ha riprova. Comunque, Toscella apparteneva storicamente al circondario di San Terenziano piuttosto che a quello di Collazzone com’è attualmente.
Nel 1290 furono “allibrati”, cioè censiti e iscritti a un elenco di contribuenti, ben cinquantacinque fuochi con relativi capifamiglia, presumendo, quindi, che come abitanti ci fossero circa duecentocinquanta toscellesi. Ancora viene chiamato Vocabolo San Donato il sito dove insistevano la chiesa e la canonica intitolata a questo santo. Il castello di Toscella, come gli altri manieri del tuderte, era parte dell’apparato difensivo di Todi che già dal XII° e XII° secolo andava affermando la supremazia sul vasto territorio circostante la città. Tali apparati difensivi sorgevano, solitamente, presso strutture ecclesiastiche, come canoniche e chiese. Toscella, nei pubblici libri comunali di Todi è registrata come “castrum”, poi nel 1574 la si declassò “villa”, poiché il suo ruolo strategico-difensivo era venuto meno con l’assetto istituzionale dello Stato della Chiesa.
Nel XVI° secolo, da documentazioni testimoniali, esisteva all’interno del castello una cappella dedicata a San Biagio appoggiata alle mura castellane che erano state restaurate e forse spostate di qualche metro. Nel frattempo la chiesa di San Donato era crollata e allora, il popolo decise di ricostruirla all’interno del castello. A Toscella e al suo castello appartenevano ampi territori tra Assignano e San Terenziano e quindi, forte dei suoi cinquantacinque nuclei familiari, le fu riconosciuto da Todi un ruolo rilevante, tant’è che nel 1350 vi fu insediato un castellano con la conseguenza dell’istituzione di una concreta struttura militare e amministrativa. Il castellano di Toscella aveva il compito di mantenere l’ordine e applicare la giustizia.
Nel 1536 gli abitanti di Toscella insorsero unitamente a quelli di Castello delle Corti e Todi inviò Lucarello di Iuccio a ripristinare l’ordine. I rivoltosi, per arrendersi e tornare all’obbedienza, chiesero seicento fiorini. Il comune di Todi, per pagare tale riscatto, ricorse a un prestito, al quale contribuirono i ghibellini più ricchi, tra i quali: gli Atti, Francesco dei Conti di Coldimezzo, i Benedettoni e i Ciccolini.
 Jacopino Tudertino (riassunto da “Ville e Castelli”)

Qualsivoglia notizia di correzione o integrazione è ben accetta.

Soprannomi viulpianesi

7 Apr

SOPRANNOMI VIULPIANESI

ALO = Rossini Francesco (ereditato)
AMERICANO = Telesforo fruttivendolo
ASSASSINO = Valentini Rolando
BACCO = Giovannelli Guido (ereditato)
BATTELLA = Pieroni Battista
BIRILLI = Dino Federici
BOCCUCCIA = Marcocci Bruno
BOCECCO = Bucefari Antonio
BRACCINO = Quartucci ………………..
BRUSCHINO (ereditato) o TEUTONE = Epifani Mario
BUSTROCCO = Cerquaglia ……………………
CALICCHIA = Purgatorio Carlo
CAMICETTO = Benito Fortunatelli
CANONICA= Fanesi Memo
CANEPINO= Antonini Luciano (di Candido)
CANNONE = Quartucci Mario
CAPITANO = Ranchicchio Evelino
CASSETTONE = Sergio Ripiccini
CHICCHE = Mari Giuseppe
CHIRULAO = Marcelli Ercolino
CIANETTO o SCIUMI o CIAMI = Ciani Amedeo
CICCIO = Serra Luciano
CICCILLO = Tomasselli Mario
CICALONE = Salvatore Rossi
CENCINO = Terenzi Vincenzo
CIRILLINO = Fornetti Luigi
COMMENDATORE = Ciani Orlando
COREANO = Bucefari Gianfranco
CURTELLO = Gilocchi Quintilio
DONGA = Antonini Angelo
FACIOLINO = Fanesi Manlio
FERRORUZZO = Famiglia Sabatini
FIAMMETTA o DODDO = Agostini Antonio
FICACCIOLA = Sbrocca Riccardo
FISCHIETTO = Morigi Bernardino
FOCA = Bianchi Goffredo
FUSUCCHIO = Giancarlo Pieroni
GAZZOSINO = Terenzi Primetto (ereditato)
GARUFANO = Valentini Giuseppe
GESSO = Zara Maurizio
GNAGNOLO = Angelo Testadura
GRANTURCHETTO = Pierangeli ……….
GUASTA = Guastaveglie Lorenzo
KATANGA = Silvi Antonini Elio
INDRUJONE = Giovannelli Gigetto
LETTEPERRE = Tabarrini Paolo
MACLE = Massimo Perni
MANGO = Tarquini Guerino
MAO = Bertini Umberto
MASCELLA = Zerini Pippo
MECECHI = Marcelli ………… (fratello del Mosto)
MECO = Peruzzi Domenico
MELETTA = Innocenti Ilio
METRO = Rossini ……………. Negozio stoffe
MEZZANOTTE = Cruccolo Giuseppe
MICIO = Pallotta Angelo
MINISTRO = Bancarella a Porta Romana
MINICCHIO = Fornetti Domenico
MISTURINO = Salustri Maurizio
MORO = Forini Umberto
MOSCELLINO = Liberati Fortunato
MOSTO = Marcelli Luciano
MULONE o MONGOLO = Ciuchini Luciano
MUSCOLETTO = Baglioni Mario
PALLOTTINO = Montecchiani Paolo
PAPEROZZO = Cricco Eraldo
PECIONE = Conti Sabatino
PICCHIONERO o MICUCCIO = Giovannelli Domenico
PICCIOPOCCIO = Mammoli Claudio
PISTINELLO o PISPINELLO = Marcelli Peppino
PROFESSORE = Fanesi Adamo
PULONE = Carloni Armando
PUZZABBANCA = Pazzaglia Ilio
QUARTINO = Bucefari Renato
SCACCHIONE o LILLI = Ilio Alunni
SCIALETTA = Giovannelli Gigetto
SCOSSA = Venturi ex dipendente ENEL
SISO = Simoni Franco
SNORKY= Mari Giovanni
SPACCALAMPI = Luigi Bertini
SPACCAZERO = Zerini Nicola
SPAZZOLETTA = Elio Andreucci
SPILLONE = Stella Angelo
STRACCIOMOLLO = Bernardi Umberto
STRACCO = Giovannelli Gianfranco
SUGONE = Marcelli Vincenzo
TIMONE = Alunni Giacomo
TIZZONE = Angelo Passerini
TRICCHETTINO = Coarelli
TRIPPETTA = Giovannelli Filippo
YURI = Menecali Claudio
ZORRO o PICCHIETTO = Vittorio Forini

L’Arco di San Francesco

26 Mar

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Anni 1950 – Processione sotto l’arco

L’ARCO DI SAN FRANCESCO

La toponomastica lo indica come l’Arco di Sant’Andrea, forse perché, a ridosso e a sinistra, scendendo per Via Borgo Nuovo, c’è il vicolo intitolato a questo santo. Lo chiameremo l’Arco delle Suore di San Francesco, poiché se, a prima vista, possa sembrare una delle tante porte medievali, una porta non è. Esso fu eretto nel 1732 per sorreggere il passaggio costruito tra i due corpi del Monastero di San Francesco separati dalla via di Borgo. L’arco presenta ancora tracce delle originali decorazioni. Lungo il bordo della sua curvatura si può leggere l’iscrizione latina: “ UT ARCUM AEREUM BRACHIA MEA “. Una traduzione più o meno corretta di questa frase può essere: “ E le mie braccia sono un arco bronzeo”. Le pareti interne dell’arco presentano due nicchie capaci di contenere probabilmente due statue che, oggi, non ci sono più.

 

 

Foto di Sciaramenti Tiziana

Rione Borgo

1895 Via Borgo Nuovo1895

Sant'Andrea 1

Foto Sciaramenti Tiziana

Sant'Andrea 3

Foto Sciaramenti Tiziana

Sant'Andrea 4

Foto Sciaramenti Tiziana