Archivio | aprile, 2016

Le frazzioni de Todi: Fiore

10 Apr

Frazioni e territorio tuderte

1925 Belforte kl

1925  Castello di Belforte

Da “Todi e i suoi castelli” di Franco Mancini

FIORE – Popolazione nel 1808: 179; nel 1951: 370. Era anche detto Fiore di Mezzo, per distinguerlo da una fortezza, situata più in alto, appartenente a Mariano degli Atti e perciò detta Fiore di Mariano (fu venduta agli Isacchini e poi ai Laurenti): tale fortezza è forse da identificare con quella bellissima – benché semidiruta e cupamente verdeggiante di edere – oggi denominata Fiore Vecchio.

La frazione di Fiore, distante da Todi circa otto chilometri, è, turisticamente, una delle più interessanti: il suo castello, assai ben conservato, si accampa robustamente su di una vasta area quadrata, con le sue torri e la sua porta, alla quale fanno capo stradette tortuose e strettissime, snodantesi tra bigie casupole medievali.

Data l’importanza strategica del luogo, disseminato di fortilizi e di torri (negli antichi documenti se ne menzionano talune scomparse, come Torre di Cristoforo e Torre di Questione), il Comune concesse agli abitanti di Fiore particolari privilegi: così nel 1462 l”università” del castello venne esonerata da ogni responsabilità circa i delitti o i danni che potevano esser commessi ai confini del suo territorio. Su Fiore si abbatté, nel 1494, la furia di Altobello Chiaravalle, che non risparmiò né donne Né bambini.

La chiesa parrocchiale, dedicata a San Silvestro, fu costruita nel 1787: essa si trova un po’ lontano dall’abitato, nella parte più elevata del colle. Di gran lunga più antica (700 circa) è la chiesa di San Valentino de Arcis (nell’omonimo vocabolo, tra Fiore e Ponte Naia), dove ancora si celebra la messa il 14 febbraio e il primo martedì dopo Pasqua. Notevole, anche per la sua struttura, la massiccia fortezza di Belforte, alla sinistra del torrente Arnata (sec. XV).

Lungo la strada Todi-Fiore si incontra il podere di San Lorenzo, dove fu fondato (1218) da Rinaldina Bonadei un monastero di suore camaldolesi, passato assai più tardi ai Cappuccini, che lo tennero fino al 1571, anno del loro trasferimento al Convento di Santa Maria Nuova.

2015 Fiore e la neve2015  Fiore sotto la neve

Castello di Belforte

Castello di Belforte

FIORE (da “L’acqua dei castelli” di Massimo Rocchi Bilancini)

Fiore è oggi una frazione dall’identità incerta, da cui risulta difficile individuare un centro. Fra tante rocche e fortezze di cui è disseminato il suo territorio (fra tutte, oggi è tornato a spiccare il nucleo di Fiore propriamente detto, trasformato in castello fiabesco dopo il recente e discutibile restauro), questo centro, se lo si vuole trovare, potrà riconoscersi in quel gruppo di case sorte in prossimità del “bivio”, non troppo lontano dalla chiesa parrocchiale di San Silvestro. Fiore è infatti luogo di passaggio prima di tutto. La tappa intermedia di un viaggio quotidiano che porta verso più lontani borghi, a Romazzano, Izzalini e Camerata o verso i paesi baschesi di Collelungo, Morre e Morruzze. È tappa intermedia dove quasi mai ci si ferma, se non per una sosta nella locale pizzeria. Insieme a ciò, per chi proceda nella direzione opposta, ossia dai borghi sopra citati verso Todi, Fiore rappresenta anche un dilemma. Quello di una biforcazione che non si sa mai bene come prendere. Meglio seguire la strada sconnessa, stretta e quasi intransitabile che scende a Pontenaia? O quella, certo più lunga ma più comoda, che va a Pontemartino e risale poi verso Montesanto? Un dilemma, invero, che assale solo il frequentatore sporadico di queste zone, poiché chi vi abita ha le proprie convinzioni e sa quale strada conviene scegliere.

Massimo Rocchi Bilancini

Fiore vecchio (il castello)

Fiore Vecchio

Castello di Fiore

Castello di Fiore

Fiore k

La chiesa

Fiore

Chi cià vecchie fotocrafie o conosce fatti e misfatti successi a Fiore, pote inviamme documentazzioni e scritti, che siranno messi a integrazzione de li cenni storici sussopre pubbricati
Jacopino Tudertino

jacopino.tudertino@libero.it

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L’ANTOLOGIA TUDERTE: quanno ‘l calamajo è el còre (Roberto Carbonari)

9 Apr

Antologia Tuderte

Scrìi e aricconda un episodio de vita che se riallacci ta la nostra Città e concernente el rapporto sendimendale che ciài aùto o ciài anco’ co’ lìa. L’argomendo nun è vincolato e pote ariguardà le più svariate sfaccettature (meno che quille pulitica e ministrativa) de la nostra comunità tuderte. I laòri déono esse inviati a: jacopino.tudertino@libero.it. Pubbricherò co’ piacere, sul blogghe de Jacopinodatodi, li vostri scritti. Ah, la penna sirà la mano ma ‘l calamajo dèe da esse el core. Grazzie.

 

Roberto Carbonari

ROBERTO CARBONARI

IL LICEO E LA ROCCA, DUE “LUOGHI DEL CUORE”

Sono due luoghi fisici, uno accanto all’altro, e carichi di storia che si intreccia alla vita cittadina. L’uno – il Liceo – ha formato generazioni di studenti, da quasi ottant’anni, ed ha visto crescere e maturare la coscienza umanistica e intellettuale di adolescenti molto chiusi nel limitato orizzonte della cittadina; l’altro – la Rocca – li ha accompagnati nelle varie fasi della vita familiare, dai giochi dell’infanzia, ai primi baci rubati all’ombra del maschio, e poi nelle passeggiate compagne di una maturità vissuta a Todi oppure lontano da quelle radici; eppure salire alla Rocca quando si torna a Todi dopo tanto tempo è come andare a riconoscersi e specchiarsi in quelle immote radici familiari e culturali. Ci sono stati momenti, credo nel ricordo di molti di noi, in cui i due luoghi hanno visto congiungersi il significato del proprio essere parte di Todi e della Tudertinità; perché’ la Rocca è stata per generazioni anche un luogo di insegnamento, a causa della sua contiguità al Liceo Classico; e vorrei qui appunto ricordare questo aspetto, oltre agli altri già citati. Ricordo bene che occasionalmente e quando il tempo era favorevole, si decideva di fare lezione proprio nel piazzale della Rocca, ed era una lezione sui generis, per le modalità e il luogo. In particolare il Professor Cassisi (Matematica e Fisica) la usava per esperimenti di misurazione trigonometrica, puntando gli strumenti del laboratorio verso Montenero. Noi studenti eravamo alquanto favorevoli a questo tipo di lezione, che dava alla Rocca un senso meno ludico ma sempre molto caro a tutti. Se poi la lezione dal punto di vista didattico avesse buoni risultati, era tutto da capire; di certo però rimaneva nella memoria e ancora oggi dopo tantissimi anni, il pensiero di quei momenti, di quel “luoghi del cuore” rende ancora più vivo il senso di appartenenza alla comunità.

 Roberto Carbonari

I tuderti se chjamono attusì

5 Apr

Frazioni e territorio tuderte

L’ABBIDANTI DE LE FRAZZIONI DE TODI

ASPROLI = Asprolano, asprulese

CACCIANO = Caccianello

CAMERATA = Cammeratese, cammoratese

CANONICA = Canonichese

CASEMASCE = Casalotto, Casemascese, casemasciaro

CECANIBBI = Cecanibbiese, ceganibbiese

CHIOANO = Chjoanese

CORDIGLIANO = Cordijanelli, cordijanese

COLLEVALENZA = Corvalenzese

DUESANTI = Dusandese

FIGARETO = Figarino, figaretano

FIORE = Fiorini, fiorese, fiurino

FRONTIGNANO = Frundignanese

ILCI, ILGI = Irgese, ilciajolo, ilcino, ilciotto, ilcese

IZZALINI = Izzalinese, zalinello, zalinese

LORETO = Loretano

LORGNANO = Lorgnanese

MONTEMOLINO = Montemulinese, mundimulinese

MONTENERO = Montenerino, mondenerese

MONTICELLO = Mundicellese

PANTALLA = Pantallone, pantallese, pandallonne, pandallese

PESCIANO = Pecianese

PETRORO = Petrorani, petrorese

PIANDISANMARTINO = Pianarolo, pianese

PIANDIPORTO = Piandiportese, pianarolo

PONTECUTI = Punticiano, pundiciano

PONTERIO = Punderiese

PONTENAIA = Pondenajese

PORCHIANO = Porchjanello, porchjanese

QUADRO = Quadrano, quadrese

RIPAIOLI = Ripajolano, ripajolese

ROMAZZANO = Romazzanello, romazzanese

ROSCETO = Roscetano

SANDAMIANO = Damianini, sandamianello

SAN GIORGIO = Cortinaioli

TORREGENTILE = Torrentilese, torriggiano. turintilese

TORRECECCONA = Torrececchino, torrececconese

VASCIANO = Vascianese

Viale Abdon Menecali nel tempo

3 Apr

1858 Consolazione

1858

1924 Le Casette mn

1924

1925 Le Casette

1925  I camini delle Casette

1927 Viale Menecali by

1927

1930  (Le casette)

1930   Demolizione delle Casette

1930 Viale Menecali (Scorcio delle casette)

1930    Demolizione delle Casette

1930 Viale Menecali 1930

1930  demolizione delle Casette

1964 Viale Menecali o della Consolazione

1964

Consolazione (autoscuola Carboni) VB

Autoscuola Carboni

Orfanotrofio femminile

Orfanotrofio Femminile

Viale Abdon Menecali SI

Viale Menecali (Pozzo Beccaro)

Pozzo Beccaro e lavandaia

Viale Menecali e orfanatrofio

Torre campanaria e orfanotrofio

Viale Menecali gh

Viale Menecali già Viale della Consolazione

Viale Menecali he

La Torre

Viale Menecali kp

Viale Menecali n

Menecali

Il prete è Abdon Menecali